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Centro di Formazione

Il Centro di Formazione per l'Emergenza Sanitaria dell'ARES 118, inaugurato nel novembre del 2009, occupa un area di oltre 300 mq della palazzina R (ex 19) dell' Ospedale Carlo Forlanini inaugurato nel 1934.

Ospedale Carlo Forlanini - Foto aerea del 1934

Foto aerea del Osp. "Carlo Forlanini" del 1934
(La freccia indica la sede attuale del Centro di Formazione)

Il centro si estende su due livelli, il superiore al 2° piano della palazzina dove sono presenti gli uffici dell'Unità Operativa Formazione, i servizi, i magazzini, l'aula plenaria da quaranta posti, l'aula A, attrezzata per la simulazione al computer di casi clinici con sei postazioni, l'aula "Acquario" da quindici posti e le quattro aule per la simulazione di livello avanzato completi di manichini ALS, monitor-defibrillatore e zaino di soccorso completo.

Questo livello è servito da una rete wireless accessibile dagli utenti. Nel piano seminterrato (-1) è in via di allestimento il Centro di Simulazione ad Alta Fedeltà con aula per il debriefing, servizi, segreteria, aula da addestramento e sala regia. Il centro è dotato di due ingressi, di cui uno dotato di rampa di accesso per disabili ed ascensore e di un ampio parcheggio libero

La storia

L'Ospedale "Carlo Forlanini", intitolato al più illustre dei seguaci italiani del professor Robert Koch, che nel 1882 riuscì a isolare il bacillo della tubercolosi che allora, in città come Roma, colpiva e spesso uccideva una persona su cinque, ha avuto una storia parallela a quella del San Camillo.

Ospedale Carlo Forlanini - Foto aerea del 1934
Foto aerea del Osp. "Carlo Forlanini" del 1934
(La freccia indica la sede attuale del Centro di Formazione)

Inaugurato il 10 dicembre 1934, era stato progettato, edificato ed organizzato secondo criteri allora d'avanguardia. Era al centro di un parco di 280 mila metri quadrati con migliaia di alberi d'alto fusto. Prima della scoperta dei farmaci antitubercolosi ad attività battericida e batteriostatica, la tubercolosi si curava con il riposo in ambiente igienico e ben ventilato, oltreché con interventi chirurgici. Le caratteristiche igienico-sanitarie del sanatorio le aveva dettate il professor Enrico Morelli, che di Carlo Forlanlni era stato allievo. Del resto, nel palinsesto ospedaliero non mancavano biblioteca, museo, perfino un cinema da ottocento posti e naturalmente spazi per le lezioni destinate agli specializzandi, accanto a infrastrutture di servizio e tecniche, per l'epoca decisamente nuove. Inoltre, nel settore G dell'ospedale vi è la chiesa del Santissimo Crocifisso, nella sacrestia della quale sono conservate le reliquie di San Giuseppe Moscati (1880 - 1927). Si tratta di alcuni lembi del camice indossato dal "Medico dei poveri" durante la sua attività di cura dei poveri e degli emarginati.