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Con il Decreto del Commissario ad Acta U00159 del 5 maggio 2017, la Regione Lazio ha approvato il progetto “Accorciamo le distanze” per il miglioramento dell’assistenza sanitaria nelle isole e nelle zone caratterizzate da difficoltà di accesso ai servizi sanitari nel territorio regionale.

Il finanziamento specifico arriva direttamente dal Comitato interministeriale che, nel 2015, aveva assegnato alle Regioni delle quote accantonate sulle somme vincolate agli obiettivi prioritari e di rilievo nazionale, previsti dal piano sanitario nazionale 2006-2008, per la realizzazione di progetti in tema di ottimizzazione dell’assistenza sanitaria nelle isole minori e nelle località caratterizzate da eccezionali difficoltà di accesso.

Il progetto “Accorciamo le distanze” prevede 3 sottoprogetti specifici:

  • “Miglioramento dei servizi sanitari nell'area dell'emergenza territoriale” affidato ad ARES 118;
  • “Ottimizzazione dell'assistenza sanitaria nelle isole di Ponza, Ventotene e aree disagiate” affidato alla ASL di Latina;
  • “Accorciamo le distanze tra i servizi di emergenza/urgenza e l'esigenza di salute della popolazione residente nelle zone disagiate dell'area del Salto Cicalano” affidato alla ASL di Rieti.

Con il sottoprogetto di pertinenza, ARES 118 intende assicurare una risposta tempestiva in situazioni di emergenza-urgenza nelle aree con difficoltà di accesso attraverso:

  • il rafforzamento dell'offerta dei servizi di emergenza territoriale sia in termini quantitativi che qualitativi.
  • il coinvolgimento delle comunità dell'aree con difficoltà di accesso mediante una formazione ad hoc di primo soccorso e CPR ai residenti che li renda protagonisti della loro salute.

Il progetto si basa sulla applicazione di modelli organizzativi e formativi già ampiamente sperimentati in precedenti progetti attuati nella regione Lazio (progetti PAD - public access defibrillation- "Lazio Cuore Sicuro", progetto sperimentale di telemedicina - lnfartonet, progetto Giubileo della Misericordia 2015-2016 formazione volontari competenti).

In caso di arresto cardiaco, la rianimazione cardiopolmonare (RCP) eseguita dalle persone presenti aumenta il tasso di sopravvivenza di 2-3 volte, ma soltanto in un arresto cardiaco extraospedaliero su cinque, viene iniziata la RCP.

I dati degli studi clinici hanno dimostrato che le persone con arresto cardiaco improvviso, se soccorse prontamente ed in maniera adeguata, hanno buone probabilità di ripresa.

L'importante è riconoscere la situazione di emergenza: chiamare il 118 ed agire con manovre che sostituiscano le funzioni vitali interrotte in attesa dell'arrivo dell'ambulanza; se è disponibile un defibrillatore, tentare di ripristinare il battito cardiaco con la defibrillazione.

L'ampliamento della presenza di defibrillatori sul territorio e la formazione di quanti più cittadini possibile sono, quindi, il necessario complemento per supportare gli interventi di primo soccorso.