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A mio padre hanno salvato la vita due angeli che lavorano al 118

 

Baraonda News

Una nostra lettrice, ci invia una lettera per ringraziare gli operatori sanitari del PIT di Ladispoli

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile Redazione, le scrivo  questa lettera per raccontarle una storia. Noi siamo abituati a scrivere quasi sempre per lamentarci di qualcosa che non funziona, a reclamare per inadempienze o misfatti, ad arrabbiarci per ingiustizie, questo però non è il mio caso, tutt’alto...

Il 27 settembre di quest’anno, alle 9 di mattina, mio padre si è sentito male, mia madre ha prontamente chiamato il 118 il quale gli ha passato il numero del primo intervento di Ladispoli, perché noi abitiamo a Cerenova. Nel giro di 6 minuti è accorsa l’ambulanza numero 631. A bordo c’erano due angeli, uno dei due si chiama Dario, grazie al loro intervento immediato e alla loro professionalità, hanno capito cosa era successo e hanno trasportato mio padre al poliambulatorio di Ladispoli per portarlo tramite elicottero al Gemelli di Roma.

Grazie a loro, a mio padre è stata salvata la vita due volte, una perché l’emorragia celebrale che lo ha colpito non lo ha messo in pericolo di vita proprio perché prontamente bloccata e secondo perché l’intervento celere ha fatto in modo che possa vivere una vita normale, riacquisendo con il tempo, la fisipìoterapia e tanta tanta forza, il 90% delle sue capacità.

Io non so come ringraziarli, a loro riconosco il merito e la professionalità che dovrebbero avere tutti coloro che lavorano, soprattutto nella sanità. Siamo stati fortunati ad incontrare questi due fantastici ragazzi, fantastici perché non solo hanno svolto la loro professione in maniera impeccabile ma anche per la loro umanità.

Tra l'altro, proprio in quei giorni altri due casi, sempre a Cerenova, simili a mio padre, hanno avuto la vita salva grazie al pronto intervento. Ora chiamiamolo caso fortuito, sfortuna, coincidenza o come dicono i dottori casi che si verificano proprio nel periodo di settembre-ottobre, fatto sta che se non ci fosse stato il poliambulatorio con i ragazzi che ci lavorano, forse quelle stesse persone non avrebbero avuto la possibilità di continuare a vivere la propria vita, la propria  famiglia, a trascorrere giornate ricche di emozioni, belle o meno belle, ma pur sempre emozioni.

Delle volte non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo ad avere un centro di pronto intervento così vicino al nostro Comune, e non solo, la fortuna è anche che al Poliambulatorio abbiamo ambulanze, ma anche la postazione per l’elicottero che permette un trasporto celere e soprattutto un trasporto presso l’ospedale più adatto al caso che si presenta, come è accaduto a mio padre. Se a questo si aggiunge anche la professionalità di coloro che vi lavorano, la fortuna si fa ancora più concreta.

Cio che mi auguro è che possano continuare a svolgere il loro lavoro nel migliore dei modi e nelle condizioni migliori.

Con affetto e gratitudine

Chiara Biagi

Fonte Baraonda News(Edizione 06-11-2017)