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D.A.E.

La morte cardiaca improvvisa (MCI) ed inaspettata, è un evento naturale dovuto a cause cardiache, che si sviluppa in un soggetto con o senza una cardiopatia nota. In circa la metà dei casi il meccanismo scatenante è costituito da un alterazione letale del normale ritmo cardiaco (fibrillazione ventricolare) che se non trattata entro pochi minuti, porta la vittima a morte certa. L’ unica terapia è rappresentata dalla precoce erogazione al cuore di una scarica elettrica terapeutica (defibrillazione) tramite appositi apparecchi denominati defibrillatori.

La MCI è un fenomeno drammaticamente rilevante; si calcola che l'evento si verifica, in ambiente extraospedaliero, in circa 1 persona su 1000 abitanti per anno (circa 55.000 eventi/anno in Italia,3000 a Roma). Numerosi studi hanno dimostrato che l’80% degli arresti cardiaci avviene a domicilio e circa il 15% in strada o in ambienti pubblici; il 60% delle morti cardiache improvvise è avvenuto in presenza di testimoni. Un corretto e precoce intervento di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione praticato da questi ultimi può salvare oltre il 40% delle vittime altrimenti destinate a morte certa .

Le possibilità che la scarica elettrica ripristini un normale ritmo cardiaco però decrescono rapidamente con il passare dei minuti: quando le vittime ricevono la scarica entro il primo minuto dal collasso ci sono il 90% circa di possibilità che il soggetto ritorni in vita, le possibilità successivamente diminuiscono del 10% per ogni minuto che passa senza che venga erogata la scarica elettrica. E’ evidente come l’intervento dei sistemi di emergenza sanitaria territoriale (118), per quanto efficienti e ben organizzati, molto difficilmente potrà svilupparsi entro i tempi ristretti di un arresto cardiaco.

L’unica strategia di contrasto che si è dimostrata vincente nei confronti della MCI è lo sviluppo dei progetti PAD (Public Access Defibrillation-defibrillazione accessibile al pubblico) vale a dire la distribuzione mirata e capillare dei defibrillatori sul territorio e l’addestramento al suo uso del maggior numero possibile di cittadini in modo da garantire la presenza materiale del defibrillatore ( e di chi lo sa usare)a pochi minuti dalla vittima. La filosofia del “ un defibrillatore accanto ad ogni estintore” ha portato a risultati eccezionali in termini di sopravvivenza sia in Italia che all’estero.

Tutto questo è stato reso possibile dall’introduzione nel mercato, fin dagli anni ’80, dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), apparecchi elettromedicali che qualunque persona con una modesta preparazione è in grado di usare. I DAE hanno una elevatissima specificità ( effettuano una diagnosi corretta nel 99,87% dei casi) e sono in grado, una volta accesi e collegati alla vittima con le apposite piastre adesive, di rilevare in pochi secondi se la vittima ha necessità di essere defibrillata o meno garantendo l’erogazione della scarica elettrica solo in caso di necessità e l’operatore non ha alcuna possibilità di intervenire in modo diverso ( non può erogare la scarica elettrica in alcun modo se la macchina non ne rileva la necessità). In pratica non erogheranno mai la scarica elettrica se questa non è necessaria, garantendo così sia la vittima che l’operatore, ma la erogheranno sicuramente se ne ravvisa la necessità. Inoltre sono dotati di istruzioni vocali che guidano l’operatore nell’eseguire le manovre nella giusta sequenza.

L’Italia è stata uno dei primi paesi europei a legiferare in materia. La Legge N. 120 del 3 aprile 2001 ("Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero")autorizzava all’uso del defibrillatore semiautomatico chiunque, non medico, avesse seguito un corso di formazione specifica. Negli anni successivi vi è stato un susseguirsi di norme sia a livello nazionale che regionale riguardanti aspetti particolari quali la formazione (Conferenza Stato-Regioni del 2003) la creazione di database regionali sia dei defibrillatori presenti sul territorio regionale sia degli autorizzati all’uso e così via.
La Regione Lazio ha attivato già nell’anno 2006, il Progetto Regionale “Lazio Cuore Sicuro”, quale progetto di defibrillazione accessibile al pubblico (PAD) per la riduzione delle morti cardiache improvvise e con la DGR 406/2006 ha incaricato l’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria 118 di coordinare tutti i progetti PAD della regione. Inoltre ha deciso di utilizzare le risorse economiche previste nell’allegato B del Decreto Interministeriale (Ministero della Salute e dell’Economia) 18 marzo 2011 “Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni di cui all’articolo 2, comma 46, della legge n. 191/2009” (cd legge finanziaria) per implementare il progetto “ Lazio Cuore Sicuro”, attraverso il posizionamento di ulteriori defibrillatori semiautomatici esterni, sulla scorta delle nuove esigenze che si sono nel frattempo manifestate.
In linea generale, in ottemperanza alle indicazioni del decreto, si è scelto di “cardioproteggere” i luoghi che, per l’elevato numero di persone che li frequentano, sono statisticamente più a rischio di essere sedi di arresto cardiaco, come i grandi centri commerciali, gli aeroporti, i porti, le stazioni della metropolitana e i parcheggi di scambio e, nel caso della Capitale, i principali poli museali.
Il progetto prevede anche la formazione alle manovre di rianimazione cardiopolmonare di base (RCP) ed all’uso uso del defibrillatore semiautomatico di persone che, a vario titolo, prestano la loro attività lavorativa in vicinanza dei punti di installazione dei DAE, evitando però l’obbligo di associare gli operatori al defibrillatore, secondo la filosofia dei progetti PAD, che si basano non sul presidiamento fisso del DAE da parte di personale dedicato, ma sulla probabilità della presenza casuale sulla scena di un arresto cardiaco, di un cittadino formato all’uso del DAE ed alle manovre di RCP, cittadini che nella nostra regione sono ormai diverse decine di migliaia.
La Regione Lazio con la Determinazione G07868 del 29 maggio 2014 ha dato mandato all’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria 118 di acquistare i defibrillatori semiautomatici da assegnare ai richiedenti e fornire la relativa formazione in numero di tre operatori per ogni DAE assegnato.
I defibrillatori semiautomatici sono virtualmente privi di manutenzione nel senso che la macchina si autocontrolla diverse volte al giorno in modo automatico ed in caso di malfunzionamento ne dà avviso con allarmi acustici e visivi. L’unico intervento previsto è la sostituzione periodica degli elettrodi adesivi ( per scadenza del gel) in genere ogni due anni e della batteria mediamente ogni quattro anni. Nel caso il DAE venga posizionato in ambiente esterno è necessario utilizzare delle apposite teche per proteggerli dagli elementi atmosferici che potrebbero deteriorarli.
 “La formazione ha l'obiettivo di permettere il funzionamento, in tutta sicurezza, del defibrillatore semiautomatico, per assicurare l'intervento sulle persone vittime di un arresto cardiocircolatorio. L'operatore che somministra lo shock elettrico con il defibrillatore semiautomatico è responsabile, non della corretta indicazione di somministrazione dello shock che è determinato dall'apparecchio, ma della esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza per lo stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente;”
(Accordo 27 febbraio 2003 tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul documento recante: "Linee-guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici").
A parte la responsabilità dell’operatore ad agire in sicurezza, citata in precedenza, l’acquisizione del “brevetto” che autorizza il soggetto ad usare un DAE non pone in capo automaticamente allo stesso l’obbligo di usarlo, nel senso che il normale cittadino, ancorchè formato ed autorizzato, rimane comunque un “soccorritore occasionale” privo di qualifiche specifiche (medico od infermiere)per il quale vale solo l’obbligo del soccorso “ Chiunque trovi un essere umano inanimato, ferito o incapace di provvedere a sé stesso deve darne immediatamente avviso alle autorità competenti, o prestare l’assistenza occorrente.” vale a dire avvisare il 118 (112 ove attivato) e rimanere accanto alla persona inanimata fino all’arrivo dei soccorsi per non incorrere nel reato di “omissione di soccorso” così come previsto dall’art. 593 c.p. Tale interpretazione è d’altronde chiaramente riportata nel punto 4.5 dell’allegato E del Decreto del Ministero della Salute del 24 aprile 2013 (cosiddetto decreto Balduzzi) riguardante la dotazione e l’utilizzo dei DAE negli impianti sportivi.
L’ARES 118 promuove la diffusione tra i cittadini della cultura dell’emergenza ed in particolare dell’importanza della conoscenza delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e della defibrillazione precoce.
Per  imparare ad usare un defibrillatore è sufficiente frequentare un corso di circa cinque ore che termina con una valutazione.  Puoi trovare l’elenco dei Centri di Formazione accreditati dalla Regione Lazio sulla nostra home page alla voce “Defibrillatori automatici esterni” Elenco dei Centri di Formazione BLSD/PBLSD accreditati. Se desideri svolgere un corso con noi contattaci sulla mail che trovi alla voce Formazione e ti ricontatteremo al più presto.

Defibrillatori Automatici Esterni

Il Decreto Interministeriale 18 marzo 2011 “Determinazione dei criteri e modalità di diffusione dei DAE” art.2 comma 46 Legge 191/2009 G.U. n.129 del 6 giugno 2011 ha incaricato l’ARES118 di organizzare un’anagrafe dei defibrillatori automatici presenti nel territorio regionale.
L’atto di ricognizione dell’esistente e del funzionante rientra nelle attività del programma per la diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori automatici esterni individuato con DGR 550/11 dalla Regione Lazio.

Scheda Anagrafe D.A.E.

Scheda Intervento D.A.E.

 

Accreditamento Centri di
Formazione BLSD - PBLSD

edilizianet.it

La Regione Lazio con la Determinazione n. G07868 del 29/05/2014, ha dato mandato all'Azienda Regionale Emergenza Sanitaria 118, di concerto con la Direzione Regionale Salute ed Integrazione Sociosanitaria, di individuare le modalità per la creazione di un elenco regionale di Enti formatori, in cui vengano iscritti i Centri di Formazione individuati utilizzando i criteri di accreditamento, di cui alle note del Ministero della Salute DGPROGS prot. 0013917-P-20/05/2014 e dell'ARES 118 prot. N. 1458/DS/2014.


Centri di Formazione BLSD/PBLSD:
accreditamento e gestione corsi