logoat

                                                                                         

 

itenfrdeptrues

 

Intervento per un arresto Cardiaco (simulazione)

Quando il cuore batte, si contrae e spinge una certa quantità di sangue nelle arterie. Solitamente in una persona adulta sono presenti dai 60 agli 80 battiti al minuto.Sentire il battito cardiaco (meglio definito polso), è possibile ovunque un'arteria scorra vicino alla superficie della pelle, come ad esempio sul collo (polso carotideo) oppure sul polso del braccio (polso radiale).
 

Si definisce arresto cardiaco l'improvvisa cessazione dell'attività del cuore. Quando cessa la circolazione sanguigna, viene improvvisamente a mancare l'ossigeno al cervello e si ha in pochi secondi la perdita di coscienza. Dopo 4 minuti iniziano i danni cerebrali, dopo 10 minuti le lesioni diventano irreversibili (morte cerebrale).

Di qui la necessità di un corretto soccorso per ristabilire tempestivamente l’attività cardiaca.

SEGNI EVIDENTI DI ARRESTO CARDIACO

  • La persona in arresto cardiaco è sempre incosciente.
  • L'attività cardiaca è assente.
  • La respirazione è assente, oppure  può essere presente una respirazione agonica o boccheggiamento (gasping) da non confondersi con la respirazione vera e propria in quanto non è efficace ad ossigenare il sangue.
  • La colorazione della pelle è generalmente pallida ad eccezione delle labbra e delle unghie che possono essere cianotiche (violacee).
  • Le pupille sono generalmente dilatate, fisse e non reagenti alla luce.

COSA FARE

Se non si è in possesso di un defibrillatore, il metodo più immediato per rianimare un persona che presenta i segni evidenti sopra citati è il massaggio cardiaco esterno (M.C.E.), associato alla respirazione artificiale.

Ecco come comportarsi. E' importantissimo stabilire esattamente il punto del torace su cui effettuare il M.C.E. Bisogna misurare la lunghezza dello sterno mediante manovre palpatorie (dal suo inizio fino alla cartilagine finale). Bisogna poi dividere a metà la lunghezza rilevata e porre la base del palmo di una mano subito sotto la metà.

Se si è da soli:

  • È assolutamente necessario distendere l'infortunato su un piano rigido.

  • Iperestendere la testa dell’infortunato ed effettuare 2-3 insufflazioni (come descritto nella parte dedicata all'arresto respiratorio).

  • Mettersi da un lato, in ginocchio, all'altezza dello sterno dell'infortunato. 

  • Porre la base del palmo di una mano sul punto di compressione e la base dell'altra mano sopra la prima tenendo le dita ben alzate e discoste dal torace.

  • Mantenendo le braccia ben estese, portarsi con le spalle perpendicolarmente al di sopra del punto di compressione e con il peso del corpo comprimere lo sterno di 4-5 centimetri. Quindi rilasciare. 

  • Dopo aver effettuato 15 compressioni spostarsi velocemente alla testa dell'infortunato ed effettuare 2 insufflazioni. Continuare così alternando massaggi ed insufflazioni (circa 80-100 massaggi e 8-10 insufflazioni al minuto) fino a quando l'infortunato non riprenderà spontaneamente il battito cardiaco ed il respiro. 

Se si è in due:

  • Un soccorritore si occuperà delle compressioni toraciche esterne e l'altro della respirazione artificiale.

  • Eseguite tutte le manovre viste nel caso precedente; il ritmo da tenere sarà di 2 insufflazioni e 15 compressioni.

In entrambi questi casi non si deve interrompere la rianimazione a meno che non sia cambiato qualcosa, non siano arrivati i soccorsi, o il soccorritore non sia esausto.